Un modo straordinario di ricordare Massimo Oldrini.

Quando ho letto la notizia, dopo un sorriso e un po di groppo in gola, ho avuto quasi un po di rabbia: perchè non ci hanno detto niente prima a noi di ITANPUD? Ovviamente una considerazione motivata dal sentire Massimo qualcosa che fa parte di noi, della nostra storia di associazione

Ho davvero provato un pizzico di qualcosa che si avvicina forse alla gelosia. Avrei volto che noi di ITANPUD avessimo avuto l’esclusiva, dopo la Lila ovviamente, nel comunicare questa straordinaria iniziativa dedicata a Massimo Oldrini, alla sua memoria: Una borsa di studio “Prevenzione dell’HIV e lotta allo stigma – Premio Massimo Oldrini” Massimo è stato tra gli attivisti “storici” che hanno consentito la nascita di ITANPUD APS. Itanpud non è nata per caso, è infatti potremmo dire “figlia” di percorsi di attivismo da parte di persone con esperienza diretta. Massimo Oldrini è stato tra questi. Era da diversi anni nella Lila, partecipava ovviamente a diversi incontri della rete per una riforma delle politiche sulle droghe. E’ stato in quel contesto che ci siamo conosciuti. Quando gli parlai del desiderio di dare vita a un qualche tipo di associazione, costituita da diretti interessati che si occupano di quello che li riguarda ( questo è, in fin dei conti, una users union) fu tra i più diretti ed espliciti nel farmi presente le difficoltà, cosi come l’importanza, di una simile impresa. Massimo è stato fondamentale, perchè oltre le sue competenze in ambito associazioni, reti, network, aveva una straordinaria capacità di non influenzare ideologicamente le questioni più tecniche. Tra chi ha portato risorse indispensabili per la nascita di ITANPUD, Massimo è stato sicuramente tra i più pazienti nel saper gestire il tanto entusiasmo alla minore esperienza di noi users animati da un desiderio di dire la nostra, di partecipare alla costruzione di un cambiamento culturale e politico che riguarda prima di tutto le nostre vite. Gli eventi di Forum Droghe, di cui era nel direttivo, la Summer School cosi come l’evento annuale della rete ITARDD sono state le prime occasioni di confronto, ma anche di domande che io facevo e a cui Massimo rispondeva con pazienza e comprensione. Comprendeva cioè il mio dover gradualmente vedere i rovesci di tante medaglie. Probabilmente, più di altri, Massimo comprese che l’entusiasmo con cui mi avvicinavo a un determinato contesto, quello dell’attivismo, mi avrebbe riservato delusioni e rischio di indietreggiare. Da sempre, da quando cioè l’abbiamo costiuita, si è considerato una sorta di socio onorario, ovvero disposto nel mettere a disposizione la sua esperienza, i suoi contatti, ma con il tatto e la consapevolezza di chi sa avere gli strumenti per poter determinare dei processi che, invece, necessitano di un tempo ben preciso. Fuori dal contesto associativo, e voglio dirlo qui perchè mi va di ricordarlo e far sapere di questo suo aspetto, percepivo Massimo come poco attaccato al ruolo, insomma mi dava l’impressione che sapesse ben gestire ed essere ben consapevole del proprio percorso di vita, per essere una persona con esperienza diretta in ambito sostanze cosi come in ambito HIV, era molto meno presuntuoso mi viene da dire, rispetto tante persone, me compreso, che spesso cadiamo nella trappola di un eccessiva rigidità su alcune posizioni, dovuta al fatto di essere consapevoli che noi parliamo di cose che viviamo in prima persona. Sarebbe bello che questa borsa di ricerca possa essere per la vincitrice o il vincitore, anche l’occasione di conoscere un poco Massimo, la sua storia, la determinazione ma anche la gentilezza e la saggezza del suo attivismo. Mi piace pensare che a questa borsa di ricerca possa accedervi chi ha esperienza diretta di HIV, anzi sarebbe bello fosse elemento che ne favorisce la vincita. .

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