Genova per noi

ITANPUD ha partecipato ai lavori della IV conferenza Nazionale che vedrà nell’evento del 27-28 a Genova la sua parte finale. Abbiamo partecipato come associazione di consumatori e la nostra partecipazione è avvenuta in questo modo: quando nel mese di Giugno , attraverso la rete per la riforma delle politiche sulle droghe, abbiamo saputo che stava prendendo forma l’organizzazione dei lavori, abbiamo scritto al DPA, alla segreteria di gabinetto della ministra Dadone e mostrato il nostro interesse, esplicitato la richiesta di partecipare ai lavori, in qualità di “diretti interessati”. Il lavoro di partecipazione ai tavoli tecnici, iniziati a Settembre e che in tutto erano sette ( ITANPUD è stata su due: prevenzione e presa in carico precoce- servizi e riduzione del danno ) è stata da subito un occasione di confronto interno all’associazione, così come la possibilità di confrontarsi con approcci di lavoro diversi. La stessa rete ( Itardd Forum Droghe, Antigone, Società della Ragione , Lila, ecc) ha avuto un ampio dibattito interno sul partecipare o no alla conferenza. Non tutti hanno avuto le idee chiare e hanno capito come funzionasse il modello di dibattito, e non tutti hanno ritenuto la conferenza strutturata in modo idoneo. Noi all’interno del dibattito, pur riconoscendone alcuni limiti ( principalmente la modalità di scelta delle tematiche) abbiamo ritenuto come associazione di consumatori, costituita in associazione di promozione sociale, si dovesse partecipare al lavoro dei tavoli tecnici , riconoscendo che di fatto il panorama italiano delle politiche sulle droghe e i servizi, vede coinvolti un mare magnum di realtà che rappresentano diversi stili di approccio, e che ci piaccia o no, all’interno di un sistema democratico devono poter avere la possibilità di essere rappresentati e partecipare a un dibattito pubblico. La conferenza andrebbe per legge convocata ogni 3 anni, l’obiettivo, sempre secondo la legge ( la 309/90) è quello di raccogliere indicazioni volte a modificare la legge stessa e il piano sulle droghe. Questa conferenza è stata convocata dopo 12 anni, 12 anni di disinteresse governativo per una questione delicata e complessa come quella del consumo di sostanze stupefacenti, una questione sociale, di sanità pubblica, di giustizia. Inevitabilmente la volontà di convocare una conferenza dopo 12 anni ha avuto ripercussioni sulla modalità di organizzazione: i ritmi dei tavoli tecnici sono stati pressanti, a loro volta hanno dato spazio a malintesi e divergenze all’interno delle organizzazioni, soprattutto quelle meno abituate a determinate dinamiche. Come presidente di ITANPUD ho avuto la possibilità di confronti esterni estremamente interessanti, ho avuto modo di fare riflessioni critiche ed autocritiche. Anche internamente all’associazione la conferenza è stata l’occasione per confronti e verifiche. In alcuni casi anche verifica di resistenza, come quando abbiamo fatto mezzanotte a scrivere a “8 mani” un report che aveva una specifica scadenza.
Dentro la conferenza

Avremo modo, nei prossimi giorni, di approfondire alcuni argomenti specifici . In primis però credo sia doveroso dire che in occasioni come questa, dove è possibile un confronto fuori dalle solite reti, si ha modo di vedere ancora di più quanto le nostre tematiche necessitano ancora di una grande forza promotrice, quanto la rivendicazione di diritti da parte di chi ha subito e subisce politiche repressive che limitano diritti umani, civili, limitano l’accesso alla salute, sia ancora debole. La rappresentanza diretta dei consumatori deve ancora in Italia diventare significativa, cosi come merita una riflessione più ampia e condivisa di senso, cioè di quanto e perché sia necessaria. Il lavoro tradotto in italiano che presentammo alcuni mesi fa ( Niente su si noi senza di noi – partecipazione e coinvolgimento delle persone che usano droghe nei servizi per la salute e la definizione delle politiche di Katrin Schiffer) è stato parte del materiale che abbiamo allegato nelle relazioni e nei report. Anche la “Carta dei diritti delle persone che usano sostanze” ( quello straordinario lavoro che si fece collettivamente nel 2014 e si presentò a Genova, e che a me fa sentire forte il ricordo di Andrea Fallarini ) è stata allegata e condivisa ( con persone che probabilmente non l’hanno mai sentita nemmeno nominare) sempre la Carta tornerà a Genova come dono per la ministra Fabiana Dadone, lo faremo come ITANPUD ma a nome di tutti coloro che la sottoscrissero all’epoca e più simbolicamente a nome di tutte le persone che consumano droghe e che rischiano di incorrere in sanzioni amministrative per la sola, appunto, condotta di consumo personale. Lo faremo simbolicamente a nome di chi non gli viene data la possibilità di esprimersi, che non vuol dire solamente dargli un ipotetico spazio o un microfono, ma creare le condizioni perché sia data a quella voce legittimità e dignità, senso, riconoscimento. Genova per noi sarà l’occasione per ribadire questa necessità, per ribadire quanto “niente su di noi senza di noi” se non viene incluso in un processo dinamico di scambio e confronto, rischia di diventare uno slogan vuoto: quel noi deve diventare realmente rappresentativo di percorsi di consapevolezza che portano fuori dall’oppressione culturale del proibizionismo, deve diventare un noi che è un avvicendarsi di volti e una moltitudine di voci. Altrimenti è uno slogan vuoto. Per fare questo, per arrivare a questo, abbiamo dato il nostro contributo tecnico ai tavoli: onestamente sul due non ce stato molto da fare. Un tavolo tecnico dove era fortemente rappresentata la parte di prevenzione e presa in carico molto ideologica, abbastanza pragmatica, ma è stato significativo l’episodio che mi ha visto protagonista: la Dottoressa Beccaria che a un certo punto interrompe il confronto e sente il bisogno di chiarire chi io stia rappresentando: gli altri esperti infatti mostravano palesemente, dal tono del confronto o le osservazioni su alcune cose che dicevo, di non riuscire a comprendere l’esistenza di una realtà che portasse le istanze di chi le droghe le consuma, che un consumatore fosse li al tavolo con loro a discutere in un confronto “tecnico”
Il tavolo tecnico 4 e un esperimento di rete riuscita

Il tavolo tecnico 4 come tutti gli altri tavoli tecnici aveva l’obiettivo di acquisire indicazioni di carattere esperenziale e scientifico per fornire strumenti al legislatore in un ottica di riforma della 309/90 . Insomma la conferenza serve a questo, fare un analisi della situazione e vedere cosa c’è da cambiare, cosa funziona cosa non funziona. L’argomento specifico del tavolo 4 era “Potenziamento delle modalità di intervento in ottica preventiva e nell’ottica di riduzione del danno. Analisi di esperienze nazionali ed europee” E’ stato un tavolo su cui molte delle tematiche erano condivise con chi fa riduzione del danno per esempio ( itardd)
Per questo motivo è stato funzionale fare un lavoro di squadra, decidere a quali argomenti ognuno della nostra rete allargata, potesse e dovesse dare spazio. Come ITANPUD si è puntato sulla questione del coinvolgimento dei consumatori, argomento che ha incontrato il consenso se pur in modo differente, da una buona parte delle persone presenti al tavolo ( gli altri esperti). Ovviamente la tematica coinvolgimento dei consumatori ha trovato il supporto della rete ( ITARDD , Forum Droghe CNCA) ma anche dei relatori esperti non proprio sempre presenti e “vicini” alla nostra rete ( es il Dottor De Bernardis o Peter Khoeler che, quest’ultimo abbiamo praticamente conosciuto al tavolo tecnico) anche la stessa coordinatrice del tavolo tecnico ( la Dottoressa Amato) mostrò molto interesse per la questione del coinvolgimento dei consumatori. Questo interesse però, si deve ora trasferire nei documenti finali. Saremo a Genova anche per assicurarci che questo avvenga e se necessario lo argomenteremo nuovamente. Ma non crediamo ce ne sia bisogno.

Alessio Guidotti

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