Oggi 5 Settembre giornata conclusiva della summer school 2026, il nostro presidente Alfredo Pellegrini, interviene proponendo una mappa orientativa e un appello alla rete ELIDE, per incentivare il cambiamento opportuno e necessario del ruolo delle persone con esperienza diretta all’interno dei servizi e nel dibattito sociale e politico su ciò che ci riguarda in prima persona
Stigmi/paradigmi è il titolo di questa summer school 2026 dove siamo stati invitati, nella parte conclusiva di oggi Sabato mattina. Abbiamo pensato che oltre la nostra mission, l’esperienza maturata negli ultimi tre anni fosse qualcosa da argomentare e proporre. Abbiamo, infatti, partecipato a un lungo processo che ha visto costituire il tavolo tecnico permanente sulle dipendenze di Roma Capitale e la chiusura dell’agenzia capitolina per le dipendenze, ente tra quelli appellati come “carrozzoni” e che quando era “attivo” noi ne subivamo la non efficenza, subivamo di essere numeri a cui faceva riferimento per giustificare la sua esistenza ( leggi costo con danaro pubblico). Insomma si, abbiamo provato a passare da voce del menu’ a riappropriarci di una dignità e diritti entrambi sconosciuti: diritti negati, vera consapevolezza che manca a chi usa droghe, dignità sottratta a cui si viene educati da una narrazione dominante portata avanti spesso dagli stessi servizi di cura, eccoli gli stigmi e i paradigmi insieme a paradossi che una società intera ha eletto a normalità. Insomma dicevamo dell’agenzia capitolina per le dipendenze, e del nostro essere passati da voce del menù a sederci al tavolo. E siamo diventati più consapevoli. Abbiamo visto concretamente dinamiche che sapevamo o avevamo vissuto solo in parte. Ma partecipare alla coprogrammazione, e poi alla coprogettazione dei servizi per le dipendenze di Roma Capitale è servito a farci comprendere dinamiche complesse ma anche spesso meschine, cosi come abbiamo potuto constatare chi tra chi eroga servizi, crede realmente nella nostra mission. A Roma sta avviandosi un processo che ci sta insegnando molto. Dopo la partecipazione ai tavoli tecnici di co programmazione e co progettazione abbiamo potuto declinare in operatività la nostra mission e abbiamo partecipato alla stesura di due progetti per servizi a bassa soglia dove le persone con esperienza diretta hanno un ruolo attivo, due progetti dove il coinvolgimento attivo delle persone che usano sostanze è parte fondamentale, quasi direi struttura portante, del progetto stesso. A scriverla qui, cosi, sono poche righe di fatto è stato un processo lungo tre anni ed ora abbiamo la gestione, all’interno di un ATI, di sue servizi a bassa soglia, servizi che come detto si caratterizzano per la parte di assoluta importanza che viene riconosciuta al peer involvment. Ma oggi, nel nostro intervento, non parleremo dei due progetti e di cosa stiamo facendo, quanto invece proveremo ad entrare nelle dinamiche che caratterizzano i processi dove le PUD assumono un ruolo differente di quello dei passivi beneficiari del servizio. Abbiamo preso atto che molta della teoria che abbiamo studiato sui movimenti e sui servizi guidato da pari è terribilmente vera. Cosi come abbiamo preso atto che, alcuni modelli di servizi o gruppi di supporto guidato da pari non sono facilmente replicabili in contesti troppo differenti. Entrare nel vivo della complessità che avevamo sperimentato parzialmente, e molto più appresso da modelli teorici o riportati da associazioni PUD come la nostra ma di altri paesi europei, ecco insomma entrare nel vivo di questa complessità ci sta dando molto ed oggi Alfredo Pellegrini riporterà quelli che, alla luce dell’esperienza che stiamo facendo, sono strumenti necessari per dare concretezza e sostenere un processo necessario: il reale cambio di paradigma, il superamento dello stigma fatto in modo concreto, insomma il coinvolgimento attivo delle nostre identità, il riconoscimento di un possibile
Piuttosto il nostro invito alla rete ELIDE e di riflettere e magari confrontarsi sulla possibilità di assumere un ruolo importante, proprio nello sviluppo dei processi che riconoscono e permettono una reale ed effettiva partecipazione delle PUD nei servizi, nella loro erogazione, ideazione, valutazione. La rete ELIDE può assumere questo ruolo di parte terza, ed avrebbe in tal modo una sua prima reale operatività, una concretezza aldilà delle belle intenzioni e buoni propositi che, in un regime proibizionista, sono sin troppo facili da proclamare: il nostro è l’invito a farsi parte attiva del cambiamento. Cambiamento che, non dobbiamo dimenticare, riguarda la salute pubblica, i diritti umani che sempre tutti quanti rivendicano anche per conto terzi
Tutto questo deve essere qualcosa che si diffonde a livello nazionale e non può rimanere esclusiva di regioni o città “virtuose” . Qui stiamo parlando di diritti e dignità che non possono avere confini territoriali. Per questo ha senso anche l’appello alla rete ELIDE che abbiamo ritenuto opportuno fare proprio dalla summer school, l’invito alla rete ELIDE ad uscire da quella sorta di nebbia o foschia che la avvolge da quando si è costituita e che non è affatto in sintonia con i principi che la rete stessa si è data e in cui si riconosce. Piuttosto il nostro invito alla rete ELIDE e di riflettere e magari confrontarsi sulla possibilità di assumere un ruolo importate, proprio nello sviluppo dei processi che riconoscono e permettono una reale ed effettiva partecipazione delle PUD nei servizi, nella loro erogazione, ideazione, valutazione. La rete ELIDE può assumere questo ruolo di parte terza, ed avrebbe in tal modo una sua prima reale operatività, una concretezza aldilà delle belle intenzioni e buoni propositi che, in un regime proibizionista, sono sin troppo facili da proclamare: il nostro è l’invito a farsi parte attiva del cambiamento. Cambiamento che, non dobbiamo dimenticare, riguarda la salute pubblica, i diritti umani che sempre tutti quanti rivendicano anche per conto terzi. Un cambiamento che vogliamo perchè si eviti la produzione di esclusi, la produzione di soggetti marginali, che deve essere imperativo contrastare. Proprio mentre si svolge la summer school, proprio mentre prepariamo il nostro intervento, alcuni di noi si confermno l’ennesima scomparsa, l’ennesima morte che poteva essere evitata e che mai e poi mai dovremmo arrivare a definire “normale”. Tutte le nostre parole, il nostro agito, la nostra mission, tutte le summer school e tutta la riduzione del danno, siano per evitare che un’altra generazione si ritrovi cosi. come noi, a contare i suoi evitabili morti.
Alessio Guidotti per ITANPUD APSIn memoria di Simone ” Pupo” ..proprio mentre noi parliamo e scriviamo.