“Niente su di noi senza di noi ” un evoluzione possibile che è giunto il momento di avviare.

Proprio in questi giorni in cui il dibattito sulle droghe si è animato grazie alla miniserie “SaNpa” in onda su Netflix, è di imminente uscita, prodotto da De Regenboog Groep e ITANPUD il documento “Niente su di noi senza di noi” di Katrin Schiffer, tradotto in italiano. IL documento ci è sembrato di assoluto interesse perchè si integra perfettamente con il percorso che come associazione di consumatori intendiamo sviluppare, ovvero la costruzione di un modello che consenta una maggiore e reale partecipazione attiva dei consumatori di sostanze alle situazioni che ci riguardano e interessano in prima persona. Non è affatto semplice. Ovvero: è un percorso che, in ragione delle energie e strategie che richiede, necessita di essere compreso nella totalità delle sue motivazioni. Tra tutte spicca la necessità di dare una forma concreta allo slogan che da il titolo al documento. Questo deve avvenire perchè è, in concreto e di fatto, la reale se non unica possibilità di far evolvere la cultura e le pratiche sulla questione dei consumi di sostanze. Se guardiamo agli anni passati, in cui la mancanza di una cultura che fosse in grado di contrastare l’imperante mentalità proibizionista di cui Muccioli rappresentava la punta dell’iceberg, vediamo una costante assenza di riconoscimento dell’identità della persona che usa sostanze. Per identità dobbiamo intendere quella di soggetto verso il quale, in primis sono riconosciute dignità e diritti. Tutto il discorso che parte da qui, identità negate, offese, umiliate, deprivate, e che in questi giorni è stato argomento di molte discussioni e dibattiti, arriva inevitabilmente a porre delle domande: quali e come sono ancora oggi le forme di negazione di diritti e dignità delle persone che fanno uso di sostanze stupefacenti? Prima tra tutte, o forse esempio palese di questa ancora attuale negazione, è l’impossibilità di essere realmente partecipi a un dibattito che interessa in prima persona e del quale però, paradossalmente si è esclusi a priori. Non parliamo qui di una bonaria considerazione da essere umano del consumatore, ottenuta magari impegnandosi a non caricare la relazione di stigma e pregiudizi, ma di una dignitosa sistematica possibilità di un ruolo all’interno del dibattito sociale e politico. Ruolo che inevitabilmente avrebbe e dovrebbe avere la sua parte anche all’interno dei servizi in alta e bassa soglia. IL lavoro della Schiffer si integra perfettamente con quello che vuole essere il percorso di ITANPUD: un percorso che, dove si incontra con i servizi rivolti a chi consuma sostanze, richiede proprio dagli stessi servizi una piena collaborazione e partecipazione senza la quale quella riapropriazione di identità, che è anche riconoscimento del diritto di cittadinanza, non può avvenire. “Niente su di noi senza di noi” ci da indicazione di un possibile orientamento dopo aver valutato una serie di questioni problematiche ed un analisi del constesto. Lo presenteremo a breve rendendolo disponibile on line come uno degli strumenti che ci accompagnerà nella progettualità e nella operatività quotidiana.

ITANPUD
network italiano delle persone che usano droghe

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