Quel pugno alzato verso il cielo: identità e presenza per un cambiamento nelle politiche e nella cultura sulle droghe

Spesso guardo il logo dell’associazione  e quel pugno alzato  con i tratti neri  che segnano i contorni di una mano mi emozionano.  Si: emozionano. Mi rimandano ad altri pugni alzati verso il cielo che hanno rappresentato rabbia di minoranze, invito alla resistenza di chi in determinato periodo storico subiva oppressione,  umiliazione,  privazione di diritti.

Guardo il pugno del logo ITANPUD , quel pugno stretto che forte unisce le cinque dita, e tra i tanti pugni alzati verso il cielo me ne viene in mente  uno ( anzi due) tra i più famosi   : quelli di John Carlos  e Tommie Smith  alle olimpiadi del Messico nel 1968. Immagine simbolo di un periodo storico si tragico tra Vietnam e soppressioni di rivolte sociali, ma ricco di spinte alla ribellione e al cambiamento. Quella del podio in Messico ’68 è un immagine che ha un valore particolare soprattutto conoscendo tutto il percorso che portò a quel gesto, a quei due pugni alzati verso il cielo che rappresentavano il grido di milioni di afroamericani che stavano lottando per la loro vita, i loro diritti soprattutto diritti umani più che civili. Il sociologo Harry Edwards che ebbe un ruolo importante in quei due pugni alzati e più in generale nella  formazione di molti afroamericani  in merito a diritti e rivendicazione degli stessi , insisteva molto sul concetto di presenza –corpo-partecipazione  riguardo la rivendicazione dei diritti e la modalità in cui determinati messaggi potevano essere fatti arrivare alla popolazione tutta. Harry Edwards si occupava ed aveva a che fare con gli sportivi afroamericani, studenti di college dove i neri erano una netta minoranza ma avevano un ruolo determinante in quella forte tradizione che da sempre lega sport ( Basket e Rugby fondamentalmente) ai college americani.

i pugni alzati verso il cielo di John e Carlos, sono stati una protesta, un dire “ noi ci siamo nel modo in cui possiamo,    rappresentiamo  milioni di nostri fratelli che vivono una condizione di oppressione, che ogni giorno sono privati dei propri diritti umani”. Il pugno alzato verso il cielo del logo di  ITANPUD vuole essere un simbolo di protesta alle attuali politiche sulle droghe . Chi crede che queste politiche sulle droghe siano quanto di peggio si potesse generare da una cultura proibizionista ed ottusa può vedere nel pugno alzato del nostro logo il suo dire “ No io non ci sto”. Non ci sto ed alzando il pugno intanto  dico che, prima di tutto, queste leggi, questo sistema che punisce, è sbagliato, mi fa male come persona che usa droghe, mi fa male come cittadino, come essere umano”

Il pugno alzato di ITANPUD è un simbolo di volontà a cambiare, ad esserci come identità disposte a contribuire, ognuno con le proprie possibilità, competenze, tempo e condizioni. Esserci: per dire senza esitare che nel nostro paese, la legge sulle droghe la 309/90 è il sonno della ragione sul fenomeno del consumo di sostanze, e il sonno della ragione genera mostri e mostruosità; e quelle mostruosità hanno un nome e un cognome: Stefano Cucchi, Aldo Bianzino, Federico Aldrovandi, e tutte quelle  persone a cui la mano dello Stato in nome di una “guerra alla droga”  ha dato un colpo cosi forte da ucciderle. Mostruosità  di livello minore avvengono ogni giorno: per esempio dalle sanzioni amministrative allo stigma che chi usa sostanze spesso subisce in mille subdoli modi, ai contesti dove chi consuma è un ” paziente” con scarso o nullo potere contrattuale, “paziente” la cui adesione alla cura è spesso la condizione per mantenersi una borsa lavoro. Il nostro pugno alzato vuole dire no, dobbiamo fare qualcosa e la prima cosa è da dire senza  esitare:  le attuali politiche sulle droghe sono un danno spesso più dannoso di quei danni che in ipotesi vorrebbero contrastare , ovvero ne costituisce  paradossalmente danno integrato, supplemento di  rischio che aggrava spesso condizioni in alcuni casi di già estrema fragilità. Esserci: per fare, diffondere cultura, partecipare a tavoli di lavoro, locali, nazionali, internazionali ( “ognuno come può…”) che cerchino confronto con le istituzioni per avviare percorsi di cambiamento. Il pugno alzato di ITANPUD è un voler dire che, a tutto ciò che il proibizionismo ha generato bisogna  reagire su più fronti, e tutti coloro che comprendono quanto sbagliate e dannose siano le attuali politiche sulle droghe , ripeto tutti, consumatori per primi , abbiamo la possibilità e il dovere di fermare questo disastro al quale ci siamo assuefatti considerando normale il fatto che le carceri siano piene di persone che usano sostanze stupefacenti e che ci siano colossali business ( la cura e la repressione) che sono generati da politiche proibizioniste. Il pugno alzato verso il cielo di ITANPUD  vuole essere identità e presenza che vuol dire prendere consapevolezza: l’appello forte  che noi facciamo è quello di  uscire dalla condizione  di accettazione passiva di un sistema che ha reso normale incontestabile e indiscutibile che delle leggi inefficaci e inefficienti  possano ogni giorno stravolgere in negativo  vite di persone giovani e meno giovani, donne e uomini, madri padri, lavoratori o disoccupati, a tutti quanti in modo diverso il proibizionismo ogni giorno fa danni certi con la scusa di tutelare da danni ipotetici. Ecco il nostro pugno alzato è un  simbolo di consapevolezza e presenza, presenza  che deve essere nei piccoli gruppi informali, di tutte le associazioni che ovunque si battono per i nostri diritti, fino ad arrivare alla rappresentanza nelle sedi istituzionali, anche li,  niente su di noi senza di noi, deve essere un punto di partenza per liberarci da alcune mostruosità che oramai  sembrano scontate .  Ancora una volta però, come ai tempi  delle proteste degli afroamericani  cercava di spiegare il sociologo Harry Edwards , è necessario che i diretti interessati,   con la loro presenza,   costituiscano il mezzo principale per portare nella società un istanza di cambiamento e libertà. IL pugno alzato verso il cielo vuol essere questo e deve essere questo : affermare il proprio ruolo,   la propria presenza  e  la propria identità in un percorso veramente rivoluzionario perché cambiare l’approccio al fenomeno del consumo di sostanze è veramente una rivoluzione , degna di essere rappresentata come sono state rappresentate le più belle importanti e gloriose rivoluzioni : con un pugno alzato verso il cielo.  

Alessio Guidotti

1 thought on “Quel pugno alzato verso il cielo: identità e presenza per un cambiamento nelle politiche e nella cultura sulle droghe”

  1. Un gran bel pezzo Alessio. Mi ricordo di averci messo cinque minuti a mettere assieme il logo. Doveva essere una cosa temporanea ma dopo solo un prima occhiata ho capito che catturava Il senso più profondo di quel che facciamo. Devo ammettere di essere abbastanza fiero; del logo e di quanto ItaNPUD stia crescendo come realtà è come collettivo.

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