Ricordando una mattina al consiglio regionale del Lazio



Mentre "international drug checking day" volge al termine Sofia Gentile ci racconta di quando con Alessio Guidotti andarono al consiglio regionale del Lazio per parlare di drug checking e della mozione 187 del 13/05/2019

Sofia Gentile, una delle fondatrici di Itanpud, è la più giovane tra i soci

Non è una cosa di tutti i giorni per un’associazione  pud( persone che usano droghe) di avere un appuntamento con un consigliere regionale per parlare di una mozione approvata all’unanimità . Avevamo l’occasione di far sentire la nostra voce, la voce dei diretti interessati all’, oggetto della mozione : il drug checking. Io e Alessio stavamo andando li, ed erano questi i nostri pensieri

. Era un appuntamento molto atteso dalla nostra associazione ITANPUD , speravamo fosse l'inizio di un dialogo per guardare avanti, partecipare a un processo  che avrebbe dato ai servizi di riduzione del danno e dei rischi strumenti per migliorare il lavoro e intraprendere la strada per lo sviluppo; sviluppo che è necessario:  il mondo delle sostanze è una realtà in continuo mutamento, dalle composizioni chimiche delle sostanze ai rapporti che la persona instaura con queste, serve molta flessibilità e disponibilità ai cambiamenti per seguirlo e stargli al passo. Lo strumento che vorremmo nei servizi di rdd e rdr gestiti dal privato sociale: il drug checking. Strumento di straordinaria importanza, presente a macchia di leopardo in Italia, "storicamente" portato avanti sopratutto dagli attivisti volontari di  Lab 57, ricordo che alle mie prime feste era da loro, che sapevo possibile poter effettuare questo tipo di analisi.

Il nostro obiettivo  andando dal consigliere regionale Alessandro Capriccioli  era di instaurare un dialogo tra itanpud, cioè i consumatori e il  consiglio regionale che con quella mozione si impegnava a “instaurare servizi di drug checking”; la nostra richiesta è stata da subito quella di essere presenti e partecipi nell’azione che avrebbe portato alla realizzazione di questo servizio. Sottolineandone  l'efficacia e l'importanza di tale strumento per il lavoro che gli operatori fanno

L'incontro non ha realizzato pienamente le nostre aspettative anche se non si può dire non sia stato proficuo: sicuramente ci ha mostrato la realtà della situazione, ossia la mancanza di un dialogo aperto e concreto tra chi vive la realtà delle sostanze e chi può contribuire in maniera determinante allo sviluppo e la crescita dei servizi che di sostanze e del loro consumo si occupano Pensavamo di andare a parlare con persone già a conoscenza dell'argomento drug checking, essendo questo il motivo del colloquio, tuttavia ci siamo trovati non solo a spiegare lo strumento, ma a descrivere tutta la realtà di cui ci siamo fatti portavoce, una realtà che oltre gli operatori e i consumatori stessi si conosce troppo poco, si sa che esiste ma si ignorano le svariate sfaccettature che la costituiscono, mentre sarebbe opportuno i decisori politici, coloro che hanno poteri decisionali, ne sappiano qualcosa di più. Proprio per questo più ci confrontavamo e parlavamo con il consigliere Capriccioli più mi rendevo conto di quanto fosse importante la nostra presenza.

Il colloquio va avanti si parla e si   spiega il lavoro dei servizi, gli interventi nei diversi contesti quali feste illegali, strada,locali, spieghiamo insieme il  mondo( nuovo per i nostri interlocutori)  delle smart drug e della vita notturna: loro  prendono appunti e sembrano molto interessati all argomento e alle nostre proposte, fanno domande, percepiamo una volontà e un interesse così come abbiamo la conferma dell’importanza fondamentale del nostro ruolo,il ruolo dell’associazionismo fatto da chi vuole tutelare in prima persona i propri diritti e la propria salute.

L’incontro si concluse  con delle promesse da ambo le parti: ci saremmo dovuti incontrare nuovamente e capire come all’atto pratico si sarebbe portato il drug checking dove serviva. Provammo a prendere un paio di appuntamenti ma una volta per un motivo una volta per un altro non andarono in porto.  Non ci incontrammo insomma  non si percepiva una forte determinazione a incontrare l’associazione ITANPUD costituita anche da chi del drug checking ne avrebbe beneficiato eppure il consigliere Capriccioli mostrò il suo vivo interesse per lo strumento di cui, nel ricordo di quel giorno ho ancora forte la sensazione che ne apprezzasse e comprendesse il potenziale di strumento per la tutela della salute. Ad oggi, la mozione è ancora li in qualche cassetto del consiglio regionale : e la drammatica situazione di questo periodo credo che la faranno rimanere ancora li per del tempo che sarà sempre e comunque troppo.

Sofia Gentile



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